1913-14

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Il 24 di agosto l’annuale assemblea della Federazione decideva per l’allargamento dei quadri della Prima Categoria: a questo campionato avrebbero potuto partecipare le società meglio classificate nei gironi della serie inferiore della stagione precedente, in pratica era il via libera per l’ammissione della Fratellanza alla massima serie! L’ufficialità, però, arrivò solo un mese dopo: il 23 di settembre. Il primo anno di Prima Categoria (Serie A) vide il Savona impegnato a cercare di evitare l’ultimo posto, che equivaleva alla retrocessione.
Il girone d’appartenenza era quello “A” ligure -piemontese comprendente il Casale (che alla fine si sarebbe laureato, per la prima e unica volta, campione d’Italia), il Genoa, la Pro Vercelli, il Torino, l’Alessandria, l’Andrea Doria, la Vigor di Torino, il Piemonte di Torino e il Liguria di Sampierdarena. L’esordio si verificò a Casale, proprio nella tana dei futuri campioni d’Italia in occasione dell’inaugurazione del loro nuovo campo sportivo, il 12 Ottobre 1913 (e l’esperienza ebbe la meglio: 4-0 per i nerostellati). Ecco, di seguito, gli undici savonesi esordienti nella massima serie: Conti, Ghigliano, Capelli, Roggero, Becco, Sguerso, Belzuino, Noceti, Eula, Hurny, Saccarello.
Era in campo Rinaldo Roggero, in seguito “l’ala più veloce”: l’unico savonese ad avere giocato in nazionale (Olimpiadi di Anversa 1920: Italia-Norvegia 2-1. Con lui esordì Virginio Rosetta, il grande difensore della Juventus dei cinque scudetti, campione del mondo 1934) indossando la maglia biancoblu: l’unica del resto indossata da Roggero, oltre a quella azzurra, nel corso della sua carriera. Roggero avrebbe poi rivestito più volte ruoli dirigenziali nell’ambito del sodalizio: come direttore tecnico ebbe un ruolo determinante nella promozione in Serie B, ottenuta al termine della stagione 1939-40.
Torniamo però al campionato 1913-14: alla fine, nono posto per gli striscioni, con 3 vittorie, 3 pareggi, 12 sconfitte, 27 reti segnate e 57 subite.
L’obiettivo è raggiunto abbastanza tranquillamente, anche se l’inizio è traumatico: 16 gol subiti in quattro partite, però alla terza giornata è giunto l’1-1 casalingo contro il Genoa.